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Post Lockdown: rilanciare l’agroalimentare Made in Italy

A inizio marzo la ministra Bellanova, durante la presentazione del Piano Straordinario 2020 per la Promozione del Made in Italy (potete leggere qualche misura emergenziale qui) alla Farnesina, aveva pronunciato parole importanti riguardo al rischio che la produzione agroalimentare italiana venisse boicottata a causa del coronavirus. 

Come possiamo percepire in questi giorni, abbiamo un’economia ferma e un paese intero che, nonostante i numeri siano ormai bassissimi, e le misure di sicurezza siano state allentate, lotta contro il coronavirus. A ciò si aggiunge il fatto che il Made in Italy, specie in ambito agroalimentare, sta soffrendo e non poco anche per la cattiva pubblicità all’estero innescata dall’epidemia.

Questo è quanto aveva dichiarato la ministra Bellanova a inizio emergenza:

«Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per rilanciare il Paese e ristabilire l’immagine dell’Italia agli occhi del mondo: l’export è una leva fondamentale per il nostro rilancio. Non possiamo permetterci di perdere tempo: è urgente finalizzare quanto prima il decreto di riparto delle risorse e passare rapidamente all’attuazione dei dovuti provvedimenti a favore delle imprese e dei lavoratori coinvolti. Fra tre mesi potrebbe essere troppo tardi per intervenire e la concorrenza finirebbe per scalzarci togliendo gli spazi alle nostre aziende».

Nei giorni che sono seguiti abbiamo visto che molte merci italiane sono state fermate alle frontiere, nonostante la tesi prevalente tra i virologi è che è escluso il contagio attraverso la filiera alimentare. E senza tenere conto che i prodotti italiani sono sempre stati sottoposti a controlli molto rigidi, anche prima della pandemia.

Coldiretti è corsa ai ai ripari lanciando l’alleanza salva spesa Made in Italy “con agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale che si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari agli italiani e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole”.

Inoltre sempre in quei giorni gli assessori regionali all’agricoltura hanno presentato una lunga lista di richieste e proposte alla ministra delle Politiche agricole in videoconferenza, toccando uno per uno tutti i comparti maggiormente colpiti dall’emergenza Coronavirus.

I produttori di qualità come noi si sono organizzati per incentivare e facilitare la distribuzione ai clienti che possono quindi continuare a far affidamento sui loro prodotti acquistandoli attraverso gli e-commerce.

Per esempio, noi dell’Azienda Agricola Olio Febo abbiamo deciso di fare la nostra parte non facendo pagare le spese di spedizione per gli ordini superiori ai 22 euro fin dall’inizio dell’emergenza pandemia e stiamo ancora continuando. Fate un giro sul nostro shop online.

Aggiornamento:

Noi dell’Azienda Agricola Olio Febo abbiamo seguito con grande interesse la questione dello stop al settore agroalimentare che si è verificato a causa della pandemia del coronavirus e questa volta siamo felici di potervi dare qualche piccolo aggiornamento che appare positivo per le azienda come noi e per il made in Italy in generale.

Verso fine maggio, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il cosiddetto Decreto Rilancio prevede un pacchetto specifico di misure a sostegno di agricoltura, pesca e acquacoltura tra cui fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, incremento dell’anticipo PAC e mutui consorzi di bonifica e promozione del lavoro agricolo. Tutte le misure le potete trovare qui.

Il pacchetto a sostegno del settore agroalimentare non è di immediata attuazione, ma il governo sta spingendo per varare un provvedimento applicativo ministeriale che permetta di accorciare i tempi per rilanciare questo settore che contribuisce notevolmente all’economia nazionale e la cui centralità e strategicità si è potuta cogliere in modo particolare nel corso del lockdown.

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