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A metà aprile nei terreni dell’Azienda Agricola Olio Febo sono iniziati gli innesti sugli olivi secolari.

L’arte dell’innesto è capace di generare magia.

Nei giorni precedenti il nostro operaio ha preparato le pezze ( o marze o nesti), la porzione di pianta appartenente alla cultivar prescelta. Alcune cultivar sono infatti più resistenti alle malattie rispetto ad altre. Inoltre le piante innestate entrano nella fase di produzione in anticipo rispetto a quelle cresciute da seme o talea.

Io me ne sono andata in giro qua e là a osservare il lavoro e ho capito che gli innestatori sono un po’ scienziati e un po’ alchimisti. I gesti che fanno, il modo di operare che hanno sulle piante, e il loro gergo.

Vincenzo mi ha parlato dell’innesto a “pezza”, che è questo quadratino di corteccia della cultivar da innestare sugli alberi “portainnesto”. In questo giorni la “buccia”(corteccia) si stacca dal tronco degli olivi abbastanza facilmente, perché si sta rivitalizzando la linfa. Nella fessura che si crea tra tronco e corteccia si inserisce la pezza. È su questo quadratino che si gioca tutto, perché la pezza ha dei puntini più scuri, minuscoli e un poco più scuri del verde tenero del resto del legno: gli occhi.

Gli occhi possono essere “occhi ciechi” o “occhi che vedono”. Gli occhi ciechi sono dei finti germogli, e da lì non uscirà niente. Gli occhi che vedono sono le vere gemme, ed è da là che potrà uscire il germoglio ibrido, il frutto della magia.

Vincenzo ha deciso, secondo la sua esperienza, che l’innesto più adatto agli olivi secolari è l’innesto a pezza, che fa parte degli innesti a gemma, con alte probabilità di attecchimento, e che si esegue in genere nei mesi di aprile e maggio, quando la pianta è in succhio, sia a gemma dormiente sia a gemma vegetante.

La buona riuscita dell’innesto dipende oltre che da una tecnica perfetta anche dal periodo in cui viene fatto: i periodi più indicati sono solitamente la primavera o la fine dell’estate, quando cioè le piante sono in succhio, momento in cui esiste un’attiva circolazione della linfa all’interno della pianta che porta ad avere tessuti cedevoli e morbidi.

 

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