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La controreplica al complottismo a opera di “Terra e Vita” di Edagricole, storico settimanale sull’agricoltura per gli esperti del settore, non si è fatta attendere. E noi dell’Azienda Agricola Olio Febo ne avevamo parlato poco tempo fa qui.

La richiesta di rettifica

Il giornale, che tempo fa aveva dedicato la sua copertina sui danni della disinformazione sull’epidemia di xylella, e che aveva acceso i riflettori sul pericolo della diffusione di alcune opere d’ingegno, come il docufilm “Legno Vivo – Xylella, oltre il batterio”, con un articolo a firma di Francesco Giuseppe Sportelli, su richiesta degli autori del docufilm (Filippo Bellantoni, Elena Tioli, Francesca Della Giovampaola) ha pubblicato una rettifica, che potete leggere qui.

Chiaramente il fatto di aver pubblicato la rettifica a opera degli autori del docufilm non significa che il settimanale, autorevole e da sempre attento alla questione xylella, abbia cambiato idea riguardo ai pericoli della disinformazione su un tema tanto importante. E infatti, molto presto, a firma di Lorenzo Tosi e Francesco Sportelli, è arrivata la controreplica al complottismo.

La controreplica

La replica è stata strutturata grazie al prezioso contributo di Pierfederico La Notte, Donato Boscia e Francesco Specchia dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Cnr ed Enrico Bucci, adjunct professor presso la Temple University of Philadelphia (Usa), e nell’articolo punto per punto vengono elencate tutte le controdeduzioni alla richiesta di rettifica degli autori di “Legno Vivo”.

Ad esempio, una delle tesi portate avanti (giustamente) da Sportelli è che “Il docufilm dà voce a opinionisti che non affrontano il tema Xylella con il necessario metodo e rigore scientifico”. Gli autori del docufilm hanno replicato sostenendo che ciò corrisponde all’edificazione di una tesi preconcetta, e che invece sono numerosi gli scienziati, i ricercatori, i docenti universitari che compaiono, con le loro dichiarazioni, in “Legno Vivo”. E che, sempre stando alla rettifica, sosterrebbero che non è la Xylella a disseccare gli olivi, quasi a voler dimostrare una presunta spaccatura della comunità scientifica.

Dare un valore preciso alle parole

Peccato che, come ci fanno notare Sportelli e Tosi nella controreplica, la comunicata scientifica che combatte le tesi negazioniste è in continua crescita. E nonostante sia possibile trovare in comunità molto vaste delle tesi divergenti, stando – giusto per portare un esempio – ai numeri e ai contenuti dell’ultima conferenza europea su Xylella fastidiosa, organizzata da EFSA (l’Authority europea sulla sicurezza alimentare) e aperta a tutta la comunità scientifica, che si è tenuta ad Ajaccio lo scorso ottobre, ci sono stati 350 partecipanti di 41 diverse nazionalità, 55 presentazioni orali e 115 poster, eppure non sono emerse tesi scientifiche divergenti, in quella che sarebbe certamente stata la miglior vetrina possibile per una cosa del genere. Quindi, se vogliamo dare valore preciso alle parole, quello che Terra e Vita contesta agli autori del docufilm è: “l’assenza della voce di chi tra i ricercatori ha affrontato la malattia con metodo scientifico pubblicando dati e lavori sperimentali, confrontandosi con la comunità scientifica internazionale che lavora sul tema”.

Questa e altre repliche al complottismo, in relazione alla rettifica fatta pubblicare dagli autori di “Legno Vivo” su “Terra e Vita”, secondo i termini di legge (legge 8 febbraio 1948, n. 47 e legge 3 febbraio 1963 n. 69), li potete trovare qui.

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