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Basta con la disinformazione sulla xylella. Anche “Terra& Vita” di Edagricole, storico settimanale sull’agricoltura per gli esperti del settore, dedica la sua copertina e un pezzo di Giuseppe Francesco Sportelli, corrispondente per la Puglia del giornale, alla pericolosa campagna di disinformazione sulla natura e diffusione del batterio e ai danni che questo fenomeno di negazionismo e complottismo ha già fatto e continuerà a fare.

Un docu-film che nega l’evidenza scientifica

Il giornalista, che da anni segue la vicenda dell’epidemia di xylella che sta decimando l’olivicoltura pugliese e non solo, parla del docufilm “Legno Vivo – Xylella, oltre il batterio”, che nei giorni scorsi è stato trasmesso in vari posti della nostra regione. Secondo Sportelli il documentario: “nega tutte le evidenze scientifiche sulla malattia degli olivi e crea confusione e disinformazione. Gran sbandieramento di ‘affaire Xylella’ e ‘agromafie’, ma queste tesi non fanno altro che impedire la lotta seria al batterio e favorirne l’avanzamento”.

Questa piaga della disinformazione ha continuato ad avanzare, nonostante sia già stata causa – insieme al batterio naturalmente – di ampliamento del contagio, tanto che l’epidemia ha oltrepassato il Salento e ha varcato la regione.

La xylella non è un’invenzione dei poteri forti

È importante dire basta alla disinformazione, capire definitivamente che l’epidemia di xylella non è un’invenzione dei “poteri forti”, come dicono i sedicenti ambientalisti.Ci sono prove scientifiche, anni di osservazione del batterio, esperimenti. Continuare a negare l’evidenza e a inventare tesi sempre più fantasiose, come ad esempio che il disseccamento rapido dell’olivo altro non sia che un modo per irrorare il terreno con pesticidi, o che una qualche multinazionale, in accordo con degli scienziati pazzi e cattivissimi, abbia deciso di desertificare la Puglia per chissà quale occulto motivo, così come vedere chissà quali mostri nelle politiche di contenimento, impedendole di fatto, sta portando ai campi grigi e secchi che vediamo tutto intorno a noi.

È fondamentale una presa di responsabilità da parte di tutti se davvero vogliamo contrastare una fitopatia di tale portata e salvare quel che resta dell’olivicoltura e del paesaggio pugliese.

Trovate qua il pezzo apparso su “Terra & Vita”.

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