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Approvato il piano xylella da 300 milioni per la Puglia.

Ma vediamo nello specifico cosa significa.

La conferenza Stato-Regioni ha finalmente approvato il “Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, nonché sulla definizione dei criteri e della modalità per l’attuazione degli interventi previsti”, il cosiddetto piano xylella, che prevede uno stanziamento complessivo di 300 milioni di euro, suddivisi fra il 2020 e il 2021.

Le azioni fondamentali da intraprendere sono 5: il contrasto alla diffusione della Xylella, il ripristino della potenzialità produttiva, il rilancio dell’economia rurale nelle aree danneggiate, le azioni orizzontali, il monitoraggio e la rete dei laboratori.

Azioni da intraprendere

Il ripristino dell’attività produttiva consta di diversi interventi: rimozione delle piante disseccate a seguito di Xylella nella zona infetta, reimpianti e riconversioni tramite cultivar di olivo resistenti, riconversioni verso altre colture, salvaguardia degli olivi secolari o monumentali, sostegno al reddito con interventi compensativi alle imprese agricole, interventi compensativi in favore dei frantoi oleari e sostegno alle imprese vivaistiche.

Velocizzare l’attuazione del piano xylella da 300 milioni

Ora è importante che la Regione Puglia si dia da fare per velocizzare quanto più possibile l’attuazione del piano per correre contro il tempo. Come ha dichiarato anche Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce: “Ci vorrà la massima semplificazione e una macchina burocratica regionale snella e veloce che consenta agli agricoltori di ricostruire il proprio futuro imprenditoriale”.

Come ha ricordato anche Coldiretti Puglia: “Nel Salento gli agricoltori sono senza reddito da 6 anni, si contano milioni di ulivi secchi, i frantoi sono stati svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia, sono andati persi 5mila posti di lavoro nella filiera dell’olio extravergine di oliva, con un trend che rischia di diventare irreversibile se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare dopo anni di tempo perduto inutilmente il disastro colposo nel Salento”.

La Regione Puglia si è data molto da fare per accelerare l’approvazione del piano xylella, ma c’è anche da ricordare che ci sono stati – e ci sono tuttora – molti ritardi nella gestione del Piano di Sviluppo Rurale, tra cui lo scorrimento delle graduatorie delle istruttorie 4.1B, 4.1C e 5.2, a cui va data un’accelerata.

Indennizzi, investimenti, ricerca

Confidiamo nelle parole della Ministra Bellanova, che ci paiono di buon auspicio: “Per rigenerare l’olivicoltura e l’agricoltura servono imprese agricole che investano, che possano fare i reimpianti, piantare altre colture, lavorare in ottica di territorio con imprese di trasformazione e commercializzazione. Indennizzi, investimenti, ricerca: sono queste le parole d’ordine che sottendono la strategia del Piano, pienamente condivisa dagli altri Ministeri coinvolti, Mise e Sud. Una strategia che da oggi è finalmente al servizio della rigenerazione e salvaguardia del paesaggio pugliese”.

Dettaglio degli importi suddivisi per azioni e relative misure del piano no xylella da 300 milioni

Azione di contrasto alla diffusione della Xylella, da attuarsi mediato la misura del contrasto al vettore ed eliminazione delle fonti di inoculo5 milioni di euro.

Azione di ripristino delle potenzialità produttive del territorio salentino > 250 milioni di euro, così suddivisi per misura:

  • Rimozione della piante disseccate da Xylella in area infetta, 20 milioni di euro;
  • Reimpianti e riconversioni mediante cultivar resistenti al batterio, 40 milioni di euro;
  • Riconversioni verso altre colture, 25 milioni;
  • Salvaguardia olivi secolari, 5 milioni;
  • Sostegno al reddito, interventi compensativi imprese agricole, 120 milioni (+20 milioni rispetto allo schema precedente);
  • Interventi compensativi in favore dei frantoi oleari, 35 milioni (+20 milioni rispetto allo schema precedente);
  • Sostegno imprese vivaistiche, 5 milioni.

Azione di rilancio economico dell’area danneggiata10 milioni, così suddivisi per misura:

  • Contratti di filiera e di distretto, 5 milioni (-20 milioni rispetto allo schema precedente);
  • Diversificazione dell’economia rurale e accorpamento fondiario, 5 milioni (-10 milioni rispetto allo schema precedente).

Azioni orizzontali > 25 milioni, così suddivisi per misura:

  • Comunicazione e informazione, 5 milioni;
  • Ricerca e sperimentazione 20 milioni.

Azione di monitoraggio e rete laboratori >10 milioni

  • Potenziamento della rete di laboratori pubblici, 5 milioni;
  • Monitoraggio e diagnostica, 5 milioni.

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